Cambio destinazione uso immobili

Cambio destinazione uso di un immobile

Cambio destinazione uso immobili

Quali permessi chiedere, quali procedure seguire per cambiare la destinazione d’uso di un appartamento, ufficio, magazzino? Te lo spiegheremo in questo articolo.
Capita spesso di costruire un immobile con una determinata funzione ma, nel corso degli anni, per esigenze diverse, subentra la necessità di dover cambiare il proprio utilizzo.

Succede a volte, di costruire unità immobiliari di tipo residenziale, ma per vari motivi trasformare queste soluzioni in uffici. Oppure garage da far diventare magazzini o depositi merci. Per fare tutte queste operazioni è necessario presentare, presso gli organi competenti, una serie di documentazioni.

Cosa si intende per destinazione d’uso?

Sono l’insieme delle modalità e delle finalità di utilizzo del manufatto edilizio. Ci sono differenti classificazioni delle destinazioni d’uso:

  1. Residenziale: quando l’unità abitativa è destinata ad un uso abitativo
  2. Industriale e artigianale: unità dove si producono bene/servizi oppure si trasformano prodotti
  3. Commerciale al dettaglio: negozio, attività di grande distribuzione – ma anche ristoranti, bar, ecc.
  4. Direzionale e di servizio: banche, assicurazioni, uffici, ecc.
  5. Commerciale all’ingrosso e depositi
  6. Agricola

Il cambio di destinazione d’uso riguarda il passaggio da una delle categorie sopra indicate ad un’altra, anche senza eseguire particolari modifiche all’immobile.

Quando è possibile cambiare la destinazione d’uso di un immobile?

Prima di tutto è bene controllare i regolamenti dell’edificio: se è d’uso abitativo perciò stiamo parlando di un condominio è necessario verificare il regolamento condominiale e rispettare eventuali restrizioni e indicazioni igienico – sanitario. È poi fondamentale verificare eventuali indicazioni a livello urbanistico soprattutto se dovete intervenire sull’immobile con modifiche a livello strutturale.

Quali documenti presentare per il cambio di destinazione d’uso?

Qualunque siano le opere che verranno fatte sull’immobile il cambio di destinazione d’uso si configura come una ristrutturazione edilizia pesante e si configura come una ristrutturazione edilizia soggetta a permesso di costruire.
Nel cambio di destinazione all’interno della stessa categoria è possibile richiedere la SCIA.

Dopo aver eseguito lavori di ristrutturazione, presentate tutte le dovute documentazioni è necessario richiedere presso il vostro Comune il Certificato di abitabilità con tutta la certificazione degli impianti, certificato APE : tutti gli impianti del vostro immobile dovranno essere conformi alla normativa in vigore.
Ovviamente il cambio di destinazione d’uso di un immobile comporterà anche il cambio di eventuali tasse da pagare (IMU, Tari, ecc.)

Tempi e costi per il cambio di destinazione d’uso

Prima cosa da fare è quella di reperire tutti i documenti relativi agli atti amministrativi depositati agli archivi comunali per poi ricavare lo stato legittimo e la regolarità urbanistica. Poi si passerà al rilievo dell’unità immobiliare e alla verifica dei requisiti igienico-sanitari. Se tutto procede come stabilito il tempo per richiedere un cambio di destinazione d’uso è di circa 1 mese e mezzo. Per fare questa pratica avrete alcuni costi determinati principalmente da:

  • spese necessarie per i lavori (se dovete intervenire con degli interventi edilizi);
  • spese relative agli onorari dei professionisti
  • spese per il pagamento degli oneri di urbanizzazione e i diritti di segreteria (variano da Comune a Comune)

Hai bisogno di altre informazioni? Richiedere il nostro supporto per il cambio di destinazione d’uso?
Siamo a tua completa disposizione, contattaci!