Dichiarazione di successione: come e quando presentarla?

Dichiarazione di successione

La successione è l’evento mediante il quale si realizza il trasferimento dei rapporti giuridici attivi e passivi dal soggetto defunto agli eredi. Può essere legittima o testamentaria.

Si tratta di una procedura piuttosto complessa, sulla quale è bene fare chiarezza per evitare di incorrere in errori o ritardi.

Che cos’è

La dichiarazione di successione è un adempimento obbligatorio di natura fiscale attraverso il quale viene comunicato all’Agenzia delle Entrate il subentro degli eredi nel patrimonio del defunto.

Il riferimento normativo principale è il Testo Unico numero 346 del 1990 concernente l’imposta sulle successioni e donazioni (art.28), tuttavia l’Agenzia delle Entrate aggiorna periodicamente il modello, la modalità di versamento dell’imposta e dell’inoltro telematico.

Dal 1° gennaio 2019 è diventato obbligatorio presentare la dichiarazione di successione in modalità telematica.

I residenti all’estero, impossibilitati a utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia, possono eccezionalmente spedire la dichiarazione di successione all’ufficio territorialmente competente tramite il servizio postale con raccomandata o altro mezzo equivalente dal quale risulti con certezza la data di spedizione.

Se il defunto non aveva la residenza in Italia, la denuncia di successione deve essere presentata all’ufficio territoriale nella cui circoscrizione era stata fissata l’ultima residenza italiana.[1]

Qual è il suo contenuto

La dichiarazione di successione contiene i seguenti dati:

  • Dati che consentono di identificare al fisco il defunto, gli eredi, i legatari;
  • La composizione dell’attivo ereditario;
  • La passività e gli oneri deducibili;
  • Il valore complessivo dell’asse ereditario;
  • Le riduzioni e le detrazioni.

Tutti questi elementi sono corredati da documentazione di prova.

Chi è tenuto a presentarla

Sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione:

  • Gli eredi, i chiamati all’eredità, i legatari;
  • I rappresentanti legali degli eredi e dei legatari;
  • Gli immessi nel possesso dei beni, in caso di dichiarazione di morte presunta;
  • I curatori delle eredità giacenti;
  • Gli esecutori testamentari;
  • I trustee (colui che amministra e conserva i beni conferiti in trust).

Se più figure sono chiamate a presentare l’adempimento, ne basta uno.

Sono esonerati dall’obbligo di dichiarazione il coniuge e i parenti in linea retta del defunto, se l’attivo ereditario non supera il valore di 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Quali sono i termini

La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione che, di norma, coincide con il momento del decesso del contribuente.

Il ritardo è punito con sanzioni di carattere amministrativo.

Quali documenti sono necessari

La modalità telematica semplifica e velocizza la procedura.

In una prima sezione, sono richiesti dati quali:

  • il tipo di dichiarazione (sostitutiva, per legge, per testamento, ecc.);
  • i dati identificativi del defunto;
  • i dati identificativi dei beneficiari dell’eredità;
  • i dati relativi ai beni immobili (ove presenti);
  • i documenti che comprovano le passività;
  • le dichiarazioni sostitutive previste dalla legge.

In una seconda sezione bisognerà indicare le categorie di beni non compresi nel primo: i beni immobili iscritti al catasto tavolare (sistema del libro fondiario), gli aeromobili e le imbarcazioni, e le donazioni che il defunto ha effettuato in vita. La trasmissione del modello in via telematica consente inoltre di richiedere in automatico le volture catastali relative ai beni immobili indicati.

Dopo aver compilato la domanda e allegato i documenti richiesti, essa andrà trasmessa online, tramite i servizi telematici dell’Agenzia.

Le imposte di successione

Sulla base dei dati indicati nella dichiarazione, il software di compilazione effettua il calcolo delle imposte dovute sui beni immobili (imposte ipotecaria, catastale, di bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali) e ne consente il pagamento con richiesta di addebito in conto corrente.

L’imposta è così composta:

  • 4% nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta;
  • 6% nei confronti degli altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea retta, nonché degli affini in linea collaterale fino al terzo grado;
  • 8% nei confronti degli altri soggetti.

Essa può essere anche versata a rate, purché sia superiore a 1000€, così suddivise:

  • il 20% dell’importo si versa entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione
  • la parte restante, è versata in 8 rate trimestrali

Ad oggi, non è obbligatorio rivolgersi ad un avvocato, notaio o geometra, ma sicuramente è molto utile per reperire i documenti da presentare: per questo, lo Studio Tecnico APprojects è pronto a supportarti al meglio!

[1] Agenzia delle Entrate