Rigenerazione urbana in Lombardia, obiettivo sostenibilità ambientale

RIGENERAZIONE URBANA IN LOMBARDIA, OBIETTIVO SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

Lombardia: confermata legge su rigenerazione urbana

In Lombardia, negli ultimi mesi, si è parlato molto della rigenerazione urbana. Tra gli avvenimenti importanti ricordiamo lo scorso 15 giugno quando, su proposta dell’assessore regionale al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni, è stata approvata la nuova proposta di legge relativa alla modifica della normativa regionale sugli interventi al patrimonio edilizio esistente in dismissione.

A seguito di una statuizione della Corte Costituzionale, l’assessore Foroni, in una nota del 3 novembre, è tornato a parlare di Rigenerazione urbana in Lombardia e ha affermato:

“Confermata la legittimità della versione vigente dell’articolo 40 bis della legge sulla Rigenerazione urbana. La statuizione della Corte Costituzionale riguarda soltanto la versione precedente del testo che non risulta essere più in vigore già da giugno 2021”.

L’assessore ha poi concluso all’Ansa dicendo:

“Con questa decisione non ci sono più alibi venendo di fatto confermata dalla Corte Costituzionale la versione già vigente dell’ art. 40 bis. Per la Regione, quindi, per i Comuni, gli operatori e i cittadini, non cambia assolutamente nulla a seguito della pronuncia. Non sarà necessario rivedere l’attuale normativa che esce confermata nella sua legittimità”.

Cosa intendiamo con rigenerazione urbana?

Prima di poter approfondire le normative che regolano la rigenerazione urbana bisogna sapere di cosa stiamo effettivamente parlando. Quando si pensa al futuro delle città, l’abbattimento di  vecchi edifici e la riqualificazione di aree dismesse sembrano una conseguenza inevitabile, unica risposta per fare posto alla modernità e al progresso.

Quando però le città sono ricche di storia e fascino come quelle italiane distruggere intere aree è veramente l’unica risposta?

La rigenerazione urbana viene in nostro soccorso e nasce proprio dal bisogno di ripensare e rigenerare delle aree urbane senza distruggerne le caratteristiche culturali, sociali e spaziali.

Ma cos’è la rigenerazione urbana? Per rigenerazione urbana non si intende la semplice ristrutturazione di un edificio o riqualificazione di uno spazio urbano, ma comprende anche una serie di interventi infrastrutturali volti a creare un miglioramento nella qualità di vita di chi abita questi spazi e della città stessa.

Partendo dalla necessità di avere spazi edificabili, di rimodernare le vecchie infrastrutture e di avere una migliore e più capillare mobilità ha iniziato a prendere forma il concetto di rigenerazione urbana.
Si è compreso il bisogno di trovare un nuovo modo di pensare e progettare l’area urbana. La nuova concezione punta alla qualità di vita e alla sostenibilità ambientale.

Ma come?

Limitando lo sfruttamento del territorio e cercando di portare un miglioramento nella sfera sociale economica e ambientale. Spazi a misura d’uomo senza ricorrere al consumo di nuovo suolo edificabile, ma recuperando aree già presenti e degradate, attraverso una riqualificazione precisa e creativa.

Il progetto di rigenerazione urbana di milano

Cosa dice la nuova normativa regionale sulla rigenerazione urbana in Lombardia?

L’assessore Foroni ha spiegato che

“L’obiettivo principale della nuova normativa, che integra variazioni all’articolo 40 bis della legge regionale 18/19, resta quello di favorire il recupero del patrimonio edilizio dismesso, estendendo ai comuni un ulteriore margine di manovra e incentivando, quindi, l’adozione di specifiche condizioni per la messa in sicurezza degli immobili in stato di dismissione.”

A differenza della vecchia normativa, l’assessore ha poi osservato che la nuova proposta di legge ha una natura ancora più stringente, in quanto è applicabile solo a immobili che erano in stato di dismissione almeno da tre mesi prima dell’entrata in vigore della nuova normativa.
Questo esclude gli immobili che potrebbero assumere caratteristiche di dismissione dopo l’entrata in vigore.

L’assessore regionale ha poi sottolineato:

“Una seconda sostanziale variazione della legge sulla rigenerazione urbana della Lombardia consiste nella possibilità fornita ai Comuni di determinare la quota degli incentivi da applicare. Non di carattere finanziario, ma relativi ad aspetti di natura urbanistica e procedimentale.
Gli enti potranno abbinare un bonus volumetrico in misura percentuale tra il 10 e il 25%, scegliendo se applicare tale indice di edificabilità.
Solo in mancanza di determinazione comunale è prevista una norma suppletiva regionale, nella quale verrà applicato un incremento pari al 20 per cento, per impedire che l’inadempimento comunale renda inapplicabile la normativa.”

La nuova norma sulla rigenerazione urbana della Lombardia dà ai comuni l’opportunità di poter scegliere una nuova tempistica per l’inizio dei lavori, non più vincolata entro tre anni, ma anche compresa in un periodo tra i 24 mesi e i 5 anni.

Un quartiere di Milano visto dall'alto dopo la riqualificazione urbana

Come rispondono geometri e progettisti?

Con il progressivo esaurimento di nuove aree edificabili, geometri e progettisti hanno dovuto unire ingegno, creatività, studi ed esperienza per metterle al servizio di un nuovo modo di concepire gli spazi.

La rigenerazione urbana ha fatto passi enormi, mostrando come sia effettivamente possibile far rinascere il territorio promuovendo al contempo politiche di partecipazione sociale.

Parliamo di risultati sorprendenti come per esempio CityLife Milano. Il quartiere delle tre torri è frutto della riqualificazione dell’ex area fieristica del Portello ed è diventato uno dei quartieri più iconici del capoluogo meneghino.

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