Interventi su muri, cancellate e recinzioni, cosa prevede la legge

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Interventi su muri, cancellate e recinzioni, cosa prevede la legge

Quando si tratta di interventi o ristrutturazioni su muri di cinta, cancellate e recinzioni, è essenziale non solo concentrarsi sull’aspetto estetico, ma anche comprendere leggi e bonus che possono influenzare tali lavori.

In questo articolo vedremo, quindi, le normative vigenti e i vantaggi fiscali, offrendo una guida completa per chiunque voglia intraprendere interventi in questo ambito.

Ristrutturazione muri e recinzioni: cosa dice la normativa a riguardo?

Interventi e ristrutturazioni muri e recinzioni

La necessità di ottenere permessi per la costruzione o la ristrutturazione di muri e recinzioni dipende principalmente dalla natura specifica di tali strutture. Nel caso di una recinzione costituita da una semplice rete metallica con stanti in ferro e/o in legno, si tratta di un’attività edilizia libera e non richiede alcun titolo edilizio.

Tuttavia, se la recinzione assume la forma di una struttura classica, con uno zoccolo in cemento armato e una sovrastante rete metallica, la giurisprudenza amministrativa richiede la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), ovvero quella dichiarazione amministrativa da presentare in Comune.

Per quanto riguarda, invece, i muri di recinzione, in assenza di precise indicazioni nel Testo Unico in materia di edilizia, l’approccio si basa sull’impatto effettivo che tali opere hanno sul territorio. In generale, se queste strutture non superano in concreto la soglia della trasformazione urbanistico-edilizia, sono soggette alla SCIA.

Nel caso in cui la recinzione assuma una struttura stabile di notevole impatto urbanistico-edilizio, come un muro in cemento armato di considerevole altezza o composto da sassi con sovrastante copertura, sarà necessario ottenere il Permesso di Costruire ai sensi dell’art. 10 del d.P.R. n. 380/2001.
In questo contesto, la realizzazione di un muro di recinzione richiede il permesso di costruire quando, per la sua struttura e l’estensione dell’area relativa, modifica l’assetto urbanistico del territorio, rientrando così nella categoria degli “interventi di nuova costruzione”.

Interventi e ristrutturazioni cancelli

La realizzazione di cancelli, invece, rientra principalmente nell’attività edilizia libera, come stabilito dall’art. 6 del Testo Unico Edilizia (DPR n. 380/2001). In particolare, la costruzione di un cancello di ferro in sostituzione di una vecchia inferriata, con piccole grate ai lati, o di una cancellata metallica dalle dimensioni di mt. 0,70 x 1,95, completa di serratura con chiave e maniglia, è esente dalla necessità di presentare la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), tuttavia è sempre opportuno verificare i regolamenti locali vigenti.

Questa esenzione è basata sulla mancanza di rilevanza urbanistico-funzionale autonoma di tali opere, poiché non generano un impatto significativo sull’assetto edilizio circostante, dovuto alla loro limitata consistenza strutturale e funzionale.

Secondo i giudici, infatti, tali interventi, specialmente quando comportano la sostituzione di strutture preesistenti come un’inferriata, non richiedono nemmeno l’autorizzazione paesaggistica.
Il Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata, precisamente nel punto A.13 dell’Allegato A del DPR n. 31/2017, considera eseguibili senza autorizzazione gli interventi di manutenzione, sostituzione o adeguamento di cancelli, recinzioni, muri di cinta o di contenimento del terreno. Questi interventi sono permessi purché si rispettino le caratteristiche morfo-tipologiche, i materiali e le finiture esistenti.

Bonus Ristrutturazione 2024: è valido per ristrutturazioni muri, recinzioni e cancelli?

Una questione importante riguarda l’attualità del Bonus Ristrutturazione per il 2024 e se questo si applica agli interventi su recinzioni, cancellate o muri di cinta. La buona notizia è che la realizzazione di tali opere può beneficiare della detrazione del 50% offerta dal Bonus Ristrutturazione.

Questo sgravio fiscale è destinato agli immobili adibiti ad abitazione e rientra nella categoria della manutenzione straordinaria, comprendendo il rinnovo e la sostituzione di parti dell’edificio.

In cosa consiste il Bonus Ristrutturazione?

Il Bonus Ristrutturazione del 2024 offre uno sgravio Irpef del 50% sulle spese sostenute per ristrutturare la casa, con un limite di 96.000 euro per ogni unità abitativa. È importante notare che questa detrazione deve essere distribuita su 10 anni in rate annuali di pari importo.

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