Le tettoie aperte, ovvero strutture di copertura senza tamponamenti laterali, sono molto diffuse sia in ambito residenziale che agricolo. Possono essere realizzate per creare aree di sosta, ricoveri per veicoli, spazi ombreggiati o coperture per accessi. Ma cosa prevede la legge riguardo al loro accatastamento? È sempre obbligatorio? Quando serve una pratica catastale o edilizia?
Quando una tettoia va accatastata
La normativa catastale italiana prevede che ogni elemento costruttivo stabilmente ancorato al suolo e dotato di autonomia funzionale ed economica possa costituire un’unità da dichiarare al Catasto. La tettoia aperta, se di dimensioni rilevanti e realizzata in modo permanente, deve essere dichiarata come parte dell’unità immobiliare o come pertinenza. L’obbligo di accatastamento scatta, in particolare, nei seguenti casi:
- la tettoia ha una copertura fissa (non amovibile né temporanea);
- è realizzata in muratura, legno o metallo con struttura ancorata al suolo;
- è funzionalmente legata all’edificio principale (es. riparo auto, patio, area barbecue);
- incide sulla rendita catastale dell’immobile, cioè comporta un aumento di valore.
In questi casi, il mancato aggiornamento catastale costituisce omessa denuncia di variazione, con possibili sanzioni amministrative.
Differenza tra tettoia e struttura precaria
Non tutte le coperture sono soggette a obbligo di accatastamento. Le strutture temporanee o precarie, montate per esigenze stagionali o eventi particolari (come gazebo, tende, vele), non vanno dichiarate, a condizione che:
- non siano ancorate in modo permanente al suolo;
- siano facilmente amovibili;
- non costituiscano incremento stabile di superficie o volume.
La durata d’uso e il carattere di stabilità della struttura sono due elementi chiave per distinguere una tettoia vera e propria da una copertura provvisoria.
Serve anche una pratica edilizia?
Sì, spesso oltre all’accatastamento è richiesta una pratica edilizia, come una CILA o una SCIA, da presentare al Comune. Il tipo di titolo abilitativo dipende:
- dalle dimensioni della tettoia,
- dalla localizzazione (ad esempio, se in zona soggetta a vincolo paesaggistico),
- dalla presenza di eventuali strutture di supporto.
In alcune situazioni specifiche (ad esempio tettoie leggere e di dimensioni contenute), l’intervento può rientrare nell’edilizia libera, ma è sempre opportuno verificare il regolamento edilizio comunale e la normativa regionale.
Come si accatasta una tettoia aperta
Se la tettoia è realizzata in modo permanente, con struttura portante e copertura fissa, essa è considerata una nuova costruzione, in quanto comporta un ampliamento della superficie coperta. In questo caso, è obbligatorio presentare preventivamente al Catasto Terreni un Tipo Mappale, poiché la tettoia deve essere rappresentata nella mappa catastale come nuova sagoma edificata.
Una volta che il Tipo Mappale è stato approvato dall’Agenzia delle Entrate – Ufficio Territorio, sarà necessario eseguire un aggiornamento catastale presso il Catasto Fabbricati, tramite la presentazione di una Dichiarazione di Variazione redatta da un tecnico abilitato (geometra, architetto o ingegnere).Il professionista predisporrà e presenterà una nuova planimetria oppure aggiornerà quella esistente, a seconda del caso specifico, e proporrà un classamento adeguato per ’attribuzione o l’aggiornamento della rendita catastale.
In molti casi, la tettoia può essere accatastata come:
- Se si tratta esclusivamente di una tettoia, nella categoria C/7, specifica per tettoie aperte o chiuse.
- Pertinenza, spesso nella categoria C/6 (ad esempio se utilizzata come posto auto coperto);
- Area accessoria a servizio dell’unità immobiliare principale (ad es. A/2, A/3 o A/4);
Cosa rischia chi non accatasta una tettoia
Il mancato accatastamento di una tettoia che ne ha l’obbligo comporta:
- sanzioni amministrative per omessa dichiarazione (ai sensi del DPR 138/1998 e DPR 223/1989);
- incongruenze nella rendita catastale (che possono influire su IMU, TARI e altre imposte);
- problemi in caso di compravendita o mutuo, con possibili ritardi o blocchi dell’atto.
Per questo motivo è consigliabile regolarizzare le tettoie preesistenti anche se realizzate da molti anni, specie se sono emersi rilievi catastali o richieste di aggiornamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Affidati a un tecnico per non sbagliare
Ogni tettoia ha caratteristiche diverse e la normativa può variare da Comune a Comune. Prima di realizzare una copertura o sanarne una esistente, è fondamentale rivolgersi a un tecnico abilitato. Solo un professionista può: verificare se l’opera è soggetta ad accatastamento, predisporre la pratica edilizia necessaria e aggiornare correttamente la documentazione catastale.
Lo studio APprojectS, attivo a Milano dal 2012, ti assiste in tutte le fasi: dalla valutazione preliminare al rilievo, dalla pratica comunale all’accatastamento finale. Un unico referente per garantire conformità e tranquillità.